Viagiordanobruno17


novembre 30, 2008, 5:25 pm
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Conflitti


Il vecchio che avanza...

Il vecchio che avanza...

Manuela 30 novembre 2008

Allora, la novità di oggi è che sta per iniziare il nuovo round Veltroni-D’Alema.
Interessante, come il remake del duello Claudio Villa-Gianni Morandi a Canzonissima (o come cavolo si chiamava allora).

Emozionante, come Carramba che sorpresa.
Originale, come la 5.228° replica del famoso gol di Rivera.
Sorprendente, come la sesta lettura di “Assassinio sul’Orient Express”.

Ma qui non ci saranno assassini, e nemmeno vittime. Scommettiamo che il match finirà 0-0, con una “soluzione condivisa”, che li traghetterà fino alla prossima replica (già in programma per il 2009, il 2010, il 2011, il 2012…)?

Intanto le giovani leve del PD – quelle che non se ne sono già andate a fare cose più interessanti – giocano nei loro recinti, interrogandosi sul conflitto e aspettando il loro turno.

...  il nuovo che aspetta

... il nuovo che aspetta

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novembre 29, 2008, 6:46 pm
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Bufala

Enzo 29 novembre 2008


Ho letto con attenzione la cronaca della manovra anticrisi del governo che, ancora una volta, ci regala una bufala. E’ facile prevedere, anche per un profano di economia come me- che questa manovra non riuscirà a mutare le difficoltà della recessione che continuerà anche nel 2009. Era evidente che la gravità del momento necessitava di politiche di carattere straordinario, invece si è proceduto con interventi spot, con il giochetto delle tre carte. Si spostano fondi già stanziati, si interviene sulle fasce più disagiate per alcuni mesi per poi lasciarli di nuovo a bocca sciutta. Insomma questa destra che governa l’Italia si conferma come la più incapace, becera e al servizio del padrone. Il centro sinistra ha la grande responsabilità di non aver fatto una legge seria sul conflitto di interessi e ora fa la scandalizzata per la norma che aumenta l’IVA al concorrente (Sky). Quando diciamo che anche il PD non è credibile lo diciamo sulla base dei fatti: tutti i politici del Pd che vanno in TV a denunciare lo scandalo della norma ad personam –contro il concorrente di Mediaset- sono gli stessi che non hanno fatto nulla quando ne hanno avuto la possibilità.
A casa! Altro che andare in TV.

carta



novembre 28, 2008, 11:37 am
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Letture on line

Enzo 28 novembre 2008


Leggo sull’Unità on line che Anna Finocchiaro non esclude una sua candidatura a segretario del partito nel prossimo congresso. Ecco, era questo che il PD stava aspettando, cioè un segretario che non ha mai vinto una competizione elettorale, che non ha mai pagato le proprie sconfitte, che rispetto al PD non sa fare altro che invocare la formuletta del “partito radicato nel territorio”. In altre parole una protagonista politica che non ha mai detto nulla di originale su l’idea di paese, sul progetto per realizzarla. Insomma se c’è un prototipo del politico che naviga a vista, che pensa e pratica la politica come gioco di geometrie, questo è proprio la Finocchiaro.
Ma tant’è i partiti che hanno dato vita al PD non possono che produrre politici così fatti.


anna finocchiaro



novembre 27, 2008, 4:49 pm
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Cosa vuol dire?

Enzo 27 novembre 2008



Leggo sul sito dell’ANSA:

Veltroni non firma il Manifesto del PSE
Fassino per due giorni tornerà ad essere segretario dei DS e firmerà il Manifesto del PSE.
Rutelli il 5 dicembre tornerà ad essere il leader della Margherita e parteciperà al congresso del PDE.
Il 19 dicembre Veltroni dovrebbe sciogliere il nodo della collocazione europea del PD.

Sicuramente sarà una soluzione che accontenta gli ex DS, ma anche gli ex della margherita, che terrà assieme il progetto di rinnovamento ma anche il riconoscimento del valore delle diverse storie politiche: e chi ci capirà qualcosa sarà bravo.



novembre 24, 2008, 4:01 pm
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Radici

Manuela 24 novembre 2008



novembre 20, 2008, 6:51 pm
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Non poteva che finir così

Manuela 20 novembre 2008

...strateghi...

...strateghi...

Ma questo affare della Commissione di vigilanza, non è forse il precipitato di tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato la nascita e la breve storia del PD, e che non si sono mai volute affrontare e sciogliere?
A partire da una leadership fondata su primarie-farsa, con liste bloccate e di segno opposto collegate al medesimo candidato; una leadership di fatto artificiale, alla quale non basta un bagno di folla ogni tanto per essere legittimata. Poiché nei fatti, non si richiede che la legittimazione venga dagli elettori, ma dai suoi notabili.
Una costituente che, per contenere le spinte centrifughe ha, da una parte irrigidito le strutture del partito, ostacolando qualsiasi processo di rinnovamento che non sia puramente formale; e dall’altra ha fondato il partito su basi etiche molto incerte.
Il PD, che tutti volevamo per rinnovare nel profondo la vita politica italiana, è risultato esserne l’ennesima operazione trasformista.
Così non ci si può meravigliare che la linea politica del segretario venga continuamente sconfessata, che qualcuno non abbia pudori ad accettare cariche regalategli dagli avversari e a tenersele ben strette, che le strategie siano vaghe e contraddittorie, ecc.ecc.
Per venirne fuori in qualche modo, il PD inventa la candidatura di Zavoli, precipitato di un altro peccato originario della politica italiana: la gerontocrazia, l’attitudine a guardasi alle spalle, non per orgoglio della propria storia, ma per incapacità di muovere passi verso il futuro.
Non ci mancava che il tocco farsesco, il Villari che non si dimette, perché ha il senso delle istituzioni che diamine! ed incomincia alacremente a lavorare, a convocare riunioni e a sfornare regolamenti, attaccato alla poltrona più che Shylock ai soldi e come lui disposto a cederla solo in cambio del cuore dell’avversario.

A questo punto non mi è chiaro se è meglio cacciare Villari dal PD, o lasciarglielo, in buona compagnia di La Torre, D’Alema, “maanche” Veltroni, ed andare via noi, a cercarci altri compagni di strada.



novembre 19, 2008, 2:50 pm
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Un trattamento speciale.

Enzo 19 novembre 2008

volo speciale

Spulciando nel sito della Camera ho trovato una proposta di legge che a breve approderà alla Comissione difesa. Si tratta della

“Istituzione di una speciale indennità pensionabile per i generali
di corpo d’armata e gradi corrispondenti delle Forze armate e del
Corpo della guardia di finanza”

Sono quattro articoletti che chiedono la corresponsione di una indennità pensionabile (oggi non percepita) a una settantina di generali la cui retribuzione netta mensile è di 5700 euro mensili. Il tutto per una opera di giustizia interna alla gerachia militare per un costo, nel triennio 2008/2010, di 49.310.000 a totale carico del bilancio dello stato.
Si potrebbe dire che in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo dovrebbe indurre i presentatori a ritirare il disegno di legge per evidenti ragioni di decenza, ma considerato che uno dei firmatari fa di cognome Speciale (proprio lui il generale della GdF ai tempi di Visco) allora si capisce come passare dai voli speciali degli aerei di stato (per trasportare famigliari e amici a Cortina e farsi recapitare pesce fresco) a spendere soldi dello stato per una ristretta cerchia di amici è solo questione di coerenza.

Per quanto mi riguarda mi impegno a seguire il percorso di questo disegno di legge e a denunciare lo scandalo della elargizione di una prebenda a chi è più che benestante mentre i redditi delle famiglie si riducono sempre più.

Vi terrò aggiornati.



novembre 17, 2008, 5:00 pm
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Ancora lui. Il senatore Latorre all’opera.

Enzo 17 novembre 2008

Anche noi non possiamo esimerci dal pubblicare questo video che sta circolando nella rete.

In merito sono state già dette tante parole, da parte mia ne voglio usare solo una: VERGOGNA!



novembre 15, 2008, 6:48 pm
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LETTERA AD UN RAGAZZO CHE DISCUTE DI POLITICA

Manuela 15 novembre 2008

Ti ho sentito per caso discutere con quel tale, seduto al tavolino del bar. Mi ha colpito, soprattutto, una sua frase, con la quale cercava di “spiegare” a te, giovane ed idealista, il senso della politica.
Te la stavi cavando benissimo da solo, e non ho detto nulla, ho continuato a parlare con la mia amica, dandoti le spalle. Ma adesso, lascia che ti dica cosa ne penso; come al solito, potrai fare delle mie parole quello che vuoi.
Quel tale diceva, più o meno: “Lo scopo della politica e’ il potere, che, nella sua declinazione democratica, e’ il governo.. “ e ancora: “ …non si occupa di principi, di valori, di filosofia, delle previsioni del tempo e di apicultura: si occupa solo ed esclusivamente di conquistare e mantenere il potere, tutto qui…”

picassosuonatori

E’ vero che la politica ha per scopo il governo, che si conquista conquistando il potere. Ma cosa significa “governare”? A mio parere governare significa mettere in campo un’idea di paese, e del suo futuro, un’idea complessiva, che non può prescindere da un sistema di valori e di principi; di conseguenza, significa adoperarsi perché quell’idea convinca la maggioranza della popolazione.
In questo modo si conquista democraticamente il potere, cosa indispensabile per avere in mano le leve per realizzare in concreto quell’idea di paese e del suo futuro. Democraticamente, alla scadenza del mandato, saranno gli elettori stessi a decidere se il politico al potere è stato in grado di realizzare, in tutto o in parte, quell’idea sulla quale aveva chiesto agli elettori di consegnargli il potere. Il corollario del governo, in questa eccezione, e del potere che permette di governare, è che chi non realizza il mandato di governo, lascia il campo (il potere) ad altri.
A te sembra che in Italia succeda così? Al contrario di quanto diceva quel tale, il governo non è affatto lo scopo dei partiti italiani, che si preoccupano, invece, di conquistare il potere, e di tenerlo, indipendentemente che stiano al governo o all’opposizione. Come dimostra il fatto che la perdita del governo non ha comportato affatto la percezione di un “fallimento”, così che i detentori del potere se ne sono rimasti tranquillamente al loro posto (con la complicità della “base”), costituendo, di fatto una “casta” il cui unico scopo è appunto mantenere una posizione di privilegio e di potere.

picassondonchisciotte

In fondo quel tale aveva ragione, e nello stesso tempo torto, perché se è vero che la politica ha come scopo il governo del paese, egli appiattisce questa idea su quella di potere, svilendo in tal modo la politica e riducendone l’orizzonte al proprio piccolissimo interesse di bottega.
Governare un paese è compito nobilissimo ed alto (permettimi di dire che sbagli anche tu, separando l’idea della politica da quella del governo, come se in questo modo la politica potesse mantenersi “pura”): occorrono lungimiranza, idee forti, capacità di immaginare il futuro e di posare i giusti mattoni per costruirlo. Non si identifica affatto con il semplice raggiungimento del potere, che pure è necessario al governo: tant’è vero che la storia ci insegna che la sinistra, in Italia, per due volte ha preso il governo e per due volte l’ha perso, per sua propria incapacità: non significa forse che è stata in grado di prendere il potere ma non era sufficientemente in gamba per governare? La politica che si pone il problema del governo di un paese, qualsiasi cosa pensi quel tale, è anche una questione di valori; senza valori si può conquistare il potere, ma difficilmente si può governare.
Un’ultima cosa. Non farti convincere da chi dice che la politica è l’arte del possibile. Obama ha vinto le elezioni, dimostrando che è proprio volando più alto del “possibile” che si può innovare; stendendo davanti all’America la sua idea di paese e del suo futuro; prendendo radicalmente posizione a favore dei ceti medi, non cercando di contemperare gli interessi di tutti; dichiarando senza timidezze il suo sistema di valori.
Termino qui questo lungo sproloquio. Ma mi premeva di dirti che quel tale dal tono presuntuoso che ti predicava il suo “realismo” privo di respiro, non è un buon maestro per te, che hai diritto – come e più di me – di volare alto, e di pretendere di più, molto di più dalla politica.



novembre 13, 2008, 5:54 pm
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Inciucio, voto bipartisan pari sono.

Enzo 13 novembre 2008


Il dibattito sulla legge finanziaria è molto utile per comprendere la vera natura dei partiti. Infatti quando si tratta di fare dichiarazioni davanti alle telecamere o di parlare ad un comizio si esprimono con parole ferme, solenni tese a dimostrare coerenza e, soprattutto, quali sono gli interessi dei cittadini che si vogliono difendere. Poi nei lavori parlamentari, che raramente sono sotto gli occhi dei poco vigili della nostra informazione, i comportamenti differisiscono dai solenni proclami. E’ successo anche ieri in sede di discussione e approvazione della finanziaria. L’Italia dei valori presenta tre emendamenti:

1) Abolizione del cumulo degli stpendi da parlamentare e da ministro e sottosegretario. Respinto con voto contrario del PDL e del PD e astensione dell’UDC ;

2) Abolizione del rimborso elettorale previsto per cinmque anni a favore di quei partiti che nel caso di elezioni anticipate non siano più presenti nel parlamento, Respinto con analoga maggioranza;

3) Abolizione delle Comunità montane. Respinto anche questo con il voto favorevole del PD.

Se c’era bisogno di altre prove per dimostrare che in Italia il riformismo è una etichetta vuota utile solo a turlupinare gli elettori questo voto le fornisce. Le volpi del PD hanno accusato Di Pietro di porre le questioni in modo demagocico: santiddio ci dicano come si fa a riformare un “sistema politico e istituzionale”. Dicano agli elettori come intendono “riformare il paese”. Per ora sappiamo che il “dialogo” serve solo a conservare i privilegi della casta. Non si sono nemmeno accorti che loro, agli occhi degli elettori, sono i perfetti rappresentanti della casta oscurando le responsabilità del PDL.

Sono proprio dei dritti.

wile-e-coyote3




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