Viagiordanobruno17


gennaio 30, 2009, 6:53 pm
Filed under: Uncategorized


Non fa nemmeno notizia.


Enzo 30 gennaio 2001

Nei giorni scorsi si è svolta a Bologna la rassegna d’arte contemporanea “Artefiera” e nel più assoluto disinteresse è accaduto che i Carabinieri hanno sequestra un opera esposta: si tratta di un crocefisso dal titolo Untitled dell’artista Francesco Solmi. Oltre al sequestro dell’opera, sono stati accusati di vilipendio alla religione ed esposizione di oggetti osceni oltre all’autore, anche il direttore creativo e il responsabile della galleria Not Gallery di Napoli, dove l’opera era precedentemente esposta.

Non è la prima volta che nel nostro paese capitano fatti come questo, anzi. Se si ripercorre la storia degli ultimi cinquant’anni vi troveremo fatti censori che hanno colpito tutte le espressioni artistiche: dal cinema alla letteratura, dalla TV alla pittura. Certo è sempre accaduto, ma tutte le volte c’era una reazione, c’era indignazione, e dai singoli momenti si usciva in avanti, cioè allargando gli spazi di libertà. Ora no, silenzio assoluto. Si darà la colpa alla crisi: la gente ha altro a cui pensare. Ma non è così. Siamo un paese stremato e impregnato di una cultura restrittiva delle libertà .

Il paese è incazzato e il giudizio sulla classe politica è estremamente negativo ma accompagnato dalla incapacità di metterla in discussione e dalla mancanza di una opinione pubblica capace di sanzionare e chiedere conto. D’altro canto i problemi gravi che tengono banco sono la mancata estradizione di Battisti, i Rom, la finta insicurezza. Il declino è inevitabile.



gennaio 25, 2009, 4:56 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: , ,

Bulli e pupe

pinup1

Manuela 25 gennaio 2009

Leggo proprio adesso il titolo di Repubblica online “Berlusconi sugli stupri ‘Servirebbero tanti soldati quanto sono le belle ragazze’.
Ci sono molto modi per affrontare il problemi degli stupri; che è un problema antico almeno quando la sopraffazione del maschio sulla femmina. E’ insieme una questione di forza fisica, di diversità, di ordine pubblico e di mentalità, di arretratezza e di civiltà: e si pone al centro della ragnatela delle relazioni personali e sociali, del pubblico e del privato, di psicologie, sociologia, antropologie, criminologie.
Trasformare lo stupro, come stanno tentando di fare i rappresentanti del governo, in una pura questione di ordine pubblico, non solo è riduttivo, ma dimostra come chi ci governa non abbia gli strumenti culturali adatti per capire un fenomeno di questa portata né, ovviamente, per combatterlo. Lo stupro è certamente anche un problema di ordine pubblico; ma limitarsi a questo significa impedirsi di collocarlo nella sua giusta dimensione, che è quella della sopraffazione: dell’uomo sulla donna, del forte sul debole, della logica del branco sui diritti individuali. Pensare che si possa risolvere militarizzando le città, significa anche rifiutarsi di prendere in considerazione tutti quegli stupri e quelle violenze – e sono la maggior parte – che avvengono nel privato, dentro casa, nei confronti dei soggetti deboli, che non solo le donne, ma anche i bambini.pinup2
In tutti questi anni – da quando sono in grado di riflettere su queste questioni – mi sono convinta che l’arma principale per combattere queste manifestazioni di violenza, è dare forza alle donne. E, pur non essendo contraria a corsi di autodifesa, quando parlo di forza penso al ruolo che gioca la donna nella società. Penso quindi ad una battaglia culturale per ridare dignità e centralità al ruolo della donna, e ai suoi diritti. Abbiamo forse sbagliato, in passato, nel credere che le conquiste di autonomia, di indipendenza, di libertà – e finanche di parità – fossero ormai acquisite una volta per tutte.
Abbiamo invece visto negli ultimi anni, una progressiva messa in discussione dei principi di uguaglianza e di libertà individuale, in un’involuzione che non poteva toccare anche il ruolo della donna. E il modello culturale che la destra ha diffuso, e che la sinistra non è in grado di contrastare (tutta persa com’è a mettere d’accordo principi antitietici in improbabili sintesi) è quella della classica donna-oggetto, sia nei rapporti personali che nella sua immagine pubblica.
Non a caso il premier vorrebbe mettere i militari alle costole delle belle ragazze, dimostrando di ignorare che vittime dello stupro non sono solo ragazze, e preferibilmente belle; con questa frase sottintende anche che è la ragazza – la bellezza della ragazza – ad istigare gli stupratori. Riproponendo con una battuta agghiacciante, i più biechi standard maschliisti: “un uomo è un uomo…”, si sa ,e “la donna è lo strumento di satana”, ecc. ecc. ecc….
Anziché una battuta, trovo l’esternazione del premier una confessione di impotenza politica: la mentalità che l’ha dettata è esattamente uguale a quella degli stupratori, e, di conseguenza è del tutto incapace di contrastare la violenza. Anzi, proprio mentre la dice, opera un’altra violenza, verbale sì, ma non meno devastante.

pinup3



gennaio 21, 2009, 11:08 am
Filed under: Uncategorized

Obama e la responsabilità.

Enzo 21 gennaio 2009

C’è un aspetto del discorso di Obama che mi ha colpito particolarmente: responsabilità.
Forse mi ha ciolpito perché nel lessico e nelle pratiche italiote questo termine è completamente assente. Nessuno, almeno a livello pubblico, riconosce mai le proprie responsabilità traendone le dovute conseguenze, niente è misurabile in termini di responsabilità.

Ieri sera a Ballarò c’erano Bersani, Casini, Fitto e Urso che discutevano della crisi. Ebbene, lo spettacolo era tragicamente comito. Tutti e quattro negli ultimi dieci anni hanno ricoperto alternativamente il ruolo di oppositori e di governo, tutti e quattro hanno avuto incarichi di “massima responsabilità” e la discussione, con voci che si sovraopponevano, era tesa a dimostrare i meriti propri e i demeriti altrui. Ovviamente nessuno di loro era esente da palesi contraddizioni tra quanto detto e fatto nei diversi ruoli. Contraddizioni serie, enormi eppure questi continuano imperterriti ad andare in TV a spiegare agli elettori come si deve fare. Il paese già prima della crisi era in affanno e questi discutevano accusandosi reciprocamente, mentre la verità più semplice è che tutti, a turno, sono stati e sono “responsabili” dello stato del paese.

Ecco sarebbe bello avere una forza di sinistra che mette in campo un nuovo personale politico che possa dichiararsi “innocente” e che propone una strada per far uscire dal declino il nostro paese. Una proposta che non lasci spazi di ambiguità e di cui si dichiarino “responsabili”.

Un partito così fatto sarebbe capace di affrontare e vincere tutte le prove: ci vuole solo il coraggio di assumersi la “responsabilità”!



gennaio 17, 2009, 3:49 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: , , ,

Regime: fatto!

Pareva uno scherzo...

Pareva uno scherzo...

 

Manuela 17 gennaio 2008

Per 5 anni, tanto quanto è durata la scorsa legislatura di Berlusconi, si è discusso se c’era o meno un regime in atto. E forse sarebbe stato meglio occupare il tempo per costruire un progetto solido e credibile per l’Italia del futuro.
Oggi di questa discussione non c’è traccia. Forse perché la domanda ormai ha avuto risposta: si, il regime è in atto.

Il caso Englaro è esemplare in questo senso.
Secondo me stiamo sottovalutando la gravità di questa vicenda. Non si tratta solo dell’ennesima negazione del diritto all’autodeterminazione; si stanno mettendo in discussione, a mio parere, le basi della democrazia. Una sentenza definitiva non viene applicata perché un’altra autorità (il ministro) minaccia ritorsioni, con un atto che in sé non ha alcun valore giuridico e quindi non è nemmeno impugnabile. Questo significa che da ora in poi ciascuno che ritenga di averne l’autorità, può decidere a sua discrezione se una sentenza va applicata o meno. Le conseguenze sono inimmaginabili.
D’altro canto la clinica – così come tutte le cliniche d’Italia – non ha giustificazioni né giuridiche né morali per il rifiuto. Erano in pochi, ma qualcuno c’è pur stato che rifiutò obbedienza al regime fascista: possibile che nessuna clinica in Italia abbia il coraggio di opporsi al diktat di un ministro di uno Stato che pretende ancora di definirsi democratico?
Dice Sergio sul sito della UAAR Dire che ci sono 300 posti di lavoro in pericolo è la stessa cosa che dire: ho famiglia (e quindi mi piego, mi prostro, faccio tutto quello che volete e vi dico anche grazie). “Tengo famiglia” è intraducibile in altre lingue, l’espressione è tipicamente italiana.”

Meno dramatico, ironico e leggero, forse grottesco, ma altrettanto agghiacciante a ben pensarci, è il caso degli autobus con la campagna a favore dell’ateismo, rifiutata dall’agenzia pubblicitaria. Poiché l’esistenza di Dio è questione di opinioni (in caso contrario resterebbe l’onere della dimostrazione), non accettare lo slogan : “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, significa impedire la libera espressione di un’opinione.
Se ne deduce (sempre dal sito dell’UAAR, dove, per fortuna, ci sono molti spiritosi) che: “La buona notizia è che Dio non esiste, la cattiva è che in Italia non si può dire”.

Buon week end.

Luigi IX (il santo) assiste al rogo dei Catari

Luigi IX (il santo) assiste al rogo dei Catari



gennaio 14, 2009, 4:37 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: ,

Little pigs… porcelli internazionali

Porcelli

Porcelli

Manuela 14 gennaio 2009

Sembra che il PD stia arrivando ad un accordo con la maggioranza per un nuovo sistema elettorale per le europee, che sarebbe un misto di sistema svedese e belga… un sistema fusion come certe cucine postmoderne. Non sono in grado di spiegarlo né di calcolarne gli effetti (se ne avete voglia potete provare a leggere qui, ma per quel poco che capisco, solo una straordinaria performance elettorale permetterebbe di eleggere qualche candidato indicato dagli elettori).Mi basta constatare che si sta facendo di tutto per:
a) impedire agli elettori di scegliere il candidato per cui votare
b) garantire alle segreterie dei partiti la decisione su chi sarà eletto.
In pratica, un porcellum travestito con costumi bizzarri ed esotici (giusto per ingannare l’occhio), ma con lo stesso fine: far rimanere saldamente nelle mani delle segreterie l’indicazione degli eletti.
Ora, è noto che, quando si tratta di elezioni politiche, propendo per un sistema maggioritario secco.
Ma in questo caso si tratta di eleggere il Parlamento europeo, il cui scopo non è il governo, ma la rappresentanza. E, correttamente, per garantire la rappresentanza, si è scelto a suo tempo un sistema proporzionale puro, con l’indicazione di una preferenza.
Tra le tante cose che sarebbero da rifare in Italia, questa dovrebbe, secondo me, rimanere così com’è, essendo del tutto funzionale allo scopo prefissato. Ma il procellum ha abituato i partiti italiani a non prendersi il disturbo di fare i conti con gli elettori… non resta loro che di decidere, a tavolino, le percentuali da assegnare ad ogni partito ed oplà… il gioco è fatto.
Noi potremmo anche restarcene a casa… e ho idea che lo faremo, comunque.

Allora per poco che valga la nostra voce, riproponiamo questo video, ormai molto diffuso in rete.

 



gennaio 11, 2009, 3:28 pm
Filed under: Uncategorized


E se domani.

Enzo 11 genneio 2009


schedaIl prossimo giugno si svolgerà una tornata elettorale. Si andrà a votare per il parlamento europeo e per il rinnovo delle amministrazioni locali. Il quadro politico uscito dalle elezioni del 2008 vede un centro destra nettamente rafforzato –anche con tutte le contraddizioni interne- e la luna di miele tra Berlusconi e il paese è lungi dall’essere terminata. Non bastano le castronerie che sono riusciti a mettere assieme: in un paese normale la vicenda (bufala, imbroglio o come si preferisce definirla) Alitalia avrebbe provocato seri problemi al governo. Come non bastano le contraddizioni (scontri) interne perché al c.d. va riconosciuto il merito di saper vendere una unità di facciata. Ma quello che più conta e che gioca a favore di Berlusconi e della sua maggioranza è lo stato dell’opposizione uscita dalle elezioni.

La sinistra antagonista non è più in parlamento e le varie formazioni che la compongono non riescono a darsi una strategia, una linea politica. Lo SDI è ridotto ad un piccolo gruppo di testimonianza e i radicali…. continuano a fare i radicali. Rimangono il PD e l’IdV. Il PD salvo miracoli sta camminando velocemente verso l’implosione. La vicenda di Napoli è un’altro incidente di percorso di un partito che non ha una identità e che ha suicidato, ancora prima di nascere, l’ambizioso progetto di dotare il paese di un moderno partito riformista. E’ facile prevedere che per il PD la tornata elettorale non sarà positiva. Si moltiplicano i segnali di abbandono da parte di elettori e, come detto, solo un miracolo può arrestarne la caduta.

L’IdV, che pure rimane un partito personale, riesce, grazie alla fermezza nella difesa della legalità, ad intercettare grossa parte del malcontento presente nell’elettorato di c.s. e con ogni probabilità accrescerà il suo consenso elettorale.

Certo alle elezioni europee si vota con il sistema proporzionale senza sbarramenti e non è in gioco il governo del paese e questo lascierà più liberi gli elettori. Tuttavia rimane il problema di un nuovo assetto della sinistra. Il progetto dell’Ulivo e quello del PD avevano in sé una proposta strategica, ma ora? Chi nella sinistra risponde alle domande che sono ancora inevase: quale strategia? Quale assetto politico/istituzionale? Quale/i partito/ti capace/i di proporsi per il governo del paese e dei territori? Quale progetto di governo?
Di fatto la sinistra italiana è incapace di rispondere a queste domande da oltre un decennio. I guasti di questa incapacità sono sotto gli occhi di tutti.

Il paese ha bisogno di un sistema politico che favorisca il governo della cosa pubblica, che metta al centro la “responsabilità” e di un partito di sinistra capace di misurarsi con le complessità delle moderne società e quella del capitalismo. Insomma un partito “liberal”, “laico” (dove per laicità intendo che di fronte alle questioni dei diritti individuali le legislazioni “consentono” e non “obbligano” o “impediscono”), democratico nel senso che sono gli “elettori” gli azionisti che dispongono della scelta e della revoca degli uomini e donne chiamati a lavorare per il bene pubblico.

Ora con le prossime elezioni c’è la possibilità di dare una spinta al superamento dell’impasse della sinistra “punendo” con il voto i maggiori artefici di questo sfacelo e primis il PD. Certo la sinistra di governo può rinascere dalle proprie ceneri a condizione che nell’arena sociale e politica entri una nuova generazione che assuma su di sé il ruolo di guida e che tagli definitavamente la testa a tutti i ”perenni” che governano la politica italiana: a cominciare da Veltroni, D’Alema, Rutelli e Marini.



gennaio 6, 2009, 4:37 pm
Filed under: Uncategorized


Leggendo i giornali

Enzo 6 gennaio 2009


La Iervolino fa il rimpasto della giunta, Nicolais si dimette da segretario del partito, Veltroni manda Morando a Napoli a commissariare il partito, Bassolino tace ma è sempre al suo posto, D’Alema parla per dire che l’amico Bassolino doveva innovare (sic!) e c’è chi spera ancora nel PD. La famosa base di questo partito saprà mai aprire gli occhi e vedere che il PD è governato da un gruppo da una camarilla disposta solo all’autoconservazione?

bassolinoiervolino



gennaio 3, 2009, 3:44 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: , , ,

 

Immagini da Gaza.

Enzo 3 gennaio 2009

La guerra è una follia: fermatevi




Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.