Viagiordanobruno17


marzo 4, 2010, 5:24 pm
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Inpotenza

Enzo, 4 marzo 2010



E’ strano il momento che il paese sta vivendo. Sta accadendo di tutto, o meglio stanno emergendo i bubboni di un male diffuso che sta intaccando l’intero corpo sociale.

Per stare agli ultimi avvenimenti basta pensare alla vicenda tragicomica delle liste regionali del PdL, all’evidente implosione in atto di quello che era nato come il partito capace di unire le varie anime del centro destra. Per non parlare della corruzione e del sistema di potere politico/affaristico. A fronte di tutto questo c’è un forte senso di impotenza. Già, impotenza. Dopo un quindicennio di seconda Repubblica ci troviamo al punto di partenza. Cioè in una seria situazione economica che si è mangiata tutti i sacrifici per uscire dal baratro del deficit pubblico e per entrare nell’euro, e una situazione di corruzione forse ancora più grave di Tangentopoli. Il c.d. è in stato di grave difficoltà, il paese soffre la crisi economica e sociale, e l’opposizione che fa? Non si sa. La corruzione dilaga e tocca i massimi vertici della maggioranza e del governo, ma non c’è uno straccio di richiesta di dimissioni e di nuove elezioni. Il fallimento della maggioranza in termini di capacità di governo è evidente, ma non esiste una proposta di governo alternativa. Bersani ha vinto il congresso anche parlando di “alleanze di governo”, bene ma dov’è questa alleanza alternativa? Chi si propone come candidato a leader? Quali soluzioni per il paese per i cittadini? Nel 2008 il PD e il c.s persero per una evidente sfiducia dei cittadini verso il governo Prodi, ebbene come si fa a ricreare la fiducia se la proposta politica sarà simile a quella del 2008 e portata avanti dagli stessi uomini politici?

Sabato scorso sono andato a Roma alla manifestazione del popolo viola: bella manifestazione. Bella perché era fatta da uomini e donne portatori di coscienza civile cioè della necessità per il paese di vivere nel rispetto dei principii costituzionali, di etica pubblica dove il bene collettivo prevale su quello privato. Erano lì a manifestare senza la mediazione dei partiti. Perché, appunto, è un dovere dei cittadini difendere la democrazia e la Costituzione che oggi sono messe in discussione. I partiti hanno aderito! Non capendo che in ciò c’è la dimostrazione della loro sconfitta del loro venir meno del ruolo assegnatoli dalla Costituzione. Hanno aderito, ma nel contempo sono stati a distanza di sicurezza. Quella piazza era pericolosa per loro, si potevano prendere dei fischi (è accaduto quando è stato citato D’Alema) e comunque è una piazza non controllabile. Lì non c’era “la nostra gente” (come amano dire i politici dei propri iscritti e simpatizzanti) pronta a sostenere sempre e comunque il gruppo dirigente. Poi si sa, chiedere le dimissioni di Berlusconi (accertato coruttore) “fa solo il suo gioco”.

Insomma sabato in piazza c’era un’altra Italia. Quella che ritiene fondamentale la battaglia per la legalità e la democrazia. Quella che si indigna per ciò che produce il berlusconismo e che crede possibile un riscatto. Serve però un c.s. capace di uscire dalle secche in cui si è cacciato. Serve dunque una proposta politica di governo chiara e trasparente fatta di una manciata di obbiettivi che nel resto dell’Europa sono già realtà. Serve rigore e, non ultimo, un nuovo e ”innocente” personale politico.

Ma sono cose dette e ridette da tanti, e nulla cambia nel panorama politico. I luoghi dove dire la propria, dove poter incidere sono inesistenti e i partiti sono sordi a ciò che sta maturando nella società. La china del declino si sta facendo sempre più scivolosa e i pericoli sono sempre più evidenti.

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