Viagiordanobruno17


aprile 3, 2010, 2:53 pm
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E quindi, moriremo democristiani

Manuela 3 aprile 2010

Un’amica mi fa conoscere, tramite facebook, questo gustoso pezzo tratto dall’Unità. Temo però che l’autrice, che si sente rigettata in un fosco medioevo dalle esternazioni dei neo governatori leghisti Cota e Zaia sulla RU486, sia piuttosto giovane. Io che non lo sono più, credo che per ritrovarne le radici basti tornare indietro appena qualche decennio, agli anni ’50, ’60.
La Lega, sorta sull’onda della – giusta – esigenza di ammodernamento del nord, liberandolo dalle pastoie di burocrazie bizantine, di clientele ed elefantiasi statalistiche, dopo vent’anni (quasi metà dei quali passati al governo), mostra da dove trae la linfa vitale: dalla Democrazia Cristiana del nord, particolarmente veneta, reazionaria e bigotta, che mai definitivamente sconfitta, risorge dalle sue ceneri, solo con un altro colore. Se la DC di allora non era razzista come la Lega, era perché i neri si vedevano solo nei film americani, almeno quelli permessi dai bollettini parrocchiali che, per tutelare la pubblica morale, depennavano qualsiasi manifestazione di intelligenza. Da qui nasce la subcultura leghista, da questa provincia asfittica e bigotta, omofoba e misogina, che tollera il delitto, ma non lo scandalo.
Dalla DC la Lega ha ereditato l’abilità di gestione del potere, occupando con determinazione lo Stato in ogni suo snodo, e – in barba ai suoi slogan, buoni solo per vincere le elezioni – guardandosi bene dal riformarlo rendendolo più snello ed efficiente: al contrario, trovandosi benissimo nelle sue ridondanze e moltiplicazione di enti e di posti, che a loro volta moltiplicano poltrone e potere. Un potere maschio e bianco, naturalmente. E’ così che si diventa padroni in casa nostra, nel senso metaforico di un potere agito contro ogni diverso che osi occupare un pezzo di territorio, e in senso letterale, dentro una casa nella quale le donne sanno stare al loro posto. Divise fra quelle per bene – mogli, madri, figlie, sorelle – e le puttane – tutte le altre. Che del resto una funzione ce l’hanno nel mondo di chiceladuro, basta che non si facciano vedere, come ammoniscono i cartelli in alcune di queste contrade leghiste.
La Lega non ha nessun bisogno che la chiesa le dia indicazioni, perché le conoscono già, ce le hanno nel DNA di antichi democristiani: le hanno assorbite nella penombra delle sacrestie, nelle sale da biliardo frequentate da soli uomini, nelle botteghe di barbiere. Le hanno conservate nella provincia che parla solo il dialetto, dietro persiane chiuse, dentro i salotti buoni e le cucine smaglianti nella quale ci stanno rigettando.
In fondo il medioevo, che non abbiamo mai consociuto, fa balenare lampi di grandezza anche nelle manifestazioni deteriori… troppa grazie per questa DC verdognola. Non saranno i roghi la nostra punizione: saranno chiacchiere di sagrestia, sguardi di disapprovazione, frasi gridate dai tavolini dei bar, o sussurrate a mezza bocca, cartelli ammonitori. Finte associazioni di volontariato negli ospedali e feste ubriache, con annesse elezioni di miss padania.
Niente di nuovo, sarà come ritrovarsi in un film di Pietro Germi. Avete mai visto “Signore e signori”? Beh, è ora di colmare la lacuna…

P.S. Dalle mie parti la Lega ha raggiunto quasi il13% dei voti al grido di “meno moschee e più cappelletti”. Va da sé che agli uomini toccherà difenderci dagli infedeli e alle donne fare i cappelletti. E che slogan gli si potrebbe opporre, del resto? A me à venuto in mente “più libertà e meno calorie”… ma credete che avrei seguito?

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