Viagiordanobruno17


dicembre 18, 2008, 4:45 pm
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Tardivi furori

maggiesimpson

Manuela 18 dicembre 2008

Le giovani leve del PD, in lista d’attesa per sostituire la vecchia classe dirigente – quando e se questa decidesse di far loro un po’ di posto – assistono sconcertate al crollo, elettorale e morale, di un partito che è esistito, finora, solo nei loro sogni.
Adesso, dicono, sono veramente arrabbiate. Persino con Veltroni, ed è tutto dire, ché fino a qualche giorno fa guai a chi lo criticava! Guai a chi indicava il male del PD in elezioni primarie fasulle, in assemblee elefantiache – elette con liste bloccate! – chiamate a ratificare decisioni prese da pochi in altri luoghi; o in uno Statuto che ossificava il “nuovo” partito sullo scheletro dei vecchi, in un manifesto dei valori il cui valore prevalente era l’ossimoro… per non parlare del codice etico, in cui le eccezioni vanificavano le regole.
Guai, soprattutto, a chi sosteneva che occorreva disfarsi di una classe dirigente autoreferenziale, senza progetto e senza credibilità, ormai impegnata solo a mantenere in piedi un sistema di potere.
Adesso, dicono, è davvero venuta l’ora di uccidere il padre. Peccato che questo sia praticamente morto da sé. Peccato che coloro che avrebbero dovuto ucciderlo al momento giusto, abbiano aspettato pazientemente di essere chiamate al suo fianco. Così che ora, assieme a quella del padre, è irrimediabilmente persa anche la loro credibilità.

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