Viagiordanobruno17


novembre 15, 2008, 6:48 pm
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LETTERA AD UN RAGAZZO CHE DISCUTE DI POLITICA

Manuela 15 novembre 2008

Ti ho sentito per caso discutere con quel tale, seduto al tavolino del bar. Mi ha colpito, soprattutto, una sua frase, con la quale cercava di “spiegare” a te, giovane ed idealista, il senso della politica.
Te la stavi cavando benissimo da solo, e non ho detto nulla, ho continuato a parlare con la mia amica, dandoti le spalle. Ma adesso, lascia che ti dica cosa ne penso; come al solito, potrai fare delle mie parole quello che vuoi.
Quel tale diceva, più o meno: “Lo scopo della politica e’ il potere, che, nella sua declinazione democratica, e’ il governo.. “ e ancora: “ …non si occupa di principi, di valori, di filosofia, delle previsioni del tempo e di apicultura: si occupa solo ed esclusivamente di conquistare e mantenere il potere, tutto qui…”

picassosuonatori

E’ vero che la politica ha per scopo il governo, che si conquista conquistando il potere. Ma cosa significa “governare”? A mio parere governare significa mettere in campo un’idea di paese, e del suo futuro, un’idea complessiva, che non può prescindere da un sistema di valori e di principi; di conseguenza, significa adoperarsi perché quell’idea convinca la maggioranza della popolazione.
In questo modo si conquista democraticamente il potere, cosa indispensabile per avere in mano le leve per realizzare in concreto quell’idea di paese e del suo futuro. Democraticamente, alla scadenza del mandato, saranno gli elettori stessi a decidere se il politico al potere è stato in grado di realizzare, in tutto o in parte, quell’idea sulla quale aveva chiesto agli elettori di consegnargli il potere. Il corollario del governo, in questa eccezione, e del potere che permette di governare, è che chi non realizza il mandato di governo, lascia il campo (il potere) ad altri.
A te sembra che in Italia succeda così? Al contrario di quanto diceva quel tale, il governo non è affatto lo scopo dei partiti italiani, che si preoccupano, invece, di conquistare il potere, e di tenerlo, indipendentemente che stiano al governo o all’opposizione. Come dimostra il fatto che la perdita del governo non ha comportato affatto la percezione di un “fallimento”, così che i detentori del potere se ne sono rimasti tranquillamente al loro posto (con la complicità della “base”), costituendo, di fatto una “casta” il cui unico scopo è appunto mantenere una posizione di privilegio e di potere.

picassondonchisciotte

In fondo quel tale aveva ragione, e nello stesso tempo torto, perché se è vero che la politica ha come scopo il governo del paese, egli appiattisce questa idea su quella di potere, svilendo in tal modo la politica e riducendone l’orizzonte al proprio piccolissimo interesse di bottega.
Governare un paese è compito nobilissimo ed alto (permettimi di dire che sbagli anche tu, separando l’idea della politica da quella del governo, come se in questo modo la politica potesse mantenersi “pura”): occorrono lungimiranza, idee forti, capacità di immaginare il futuro e di posare i giusti mattoni per costruirlo. Non si identifica affatto con il semplice raggiungimento del potere, che pure è necessario al governo: tant’è vero che la storia ci insegna che la sinistra, in Italia, per due volte ha preso il governo e per due volte l’ha perso, per sua propria incapacità: non significa forse che è stata in grado di prendere il potere ma non era sufficientemente in gamba per governare? La politica che si pone il problema del governo di un paese, qualsiasi cosa pensi quel tale, è anche una questione di valori; senza valori si può conquistare il potere, ma difficilmente si può governare.
Un’ultima cosa. Non farti convincere da chi dice che la politica è l’arte del possibile. Obama ha vinto le elezioni, dimostrando che è proprio volando più alto del “possibile” che si può innovare; stendendo davanti all’America la sua idea di paese e del suo futuro; prendendo radicalmente posizione a favore dei ceti medi, non cercando di contemperare gli interessi di tutti; dichiarando senza timidezze il suo sistema di valori.
Termino qui questo lungo sproloquio. Ma mi premeva di dirti che quel tale dal tono presuntuoso che ti predicava il suo “realismo” privo di respiro, non è un buon maestro per te, che hai diritto – come e più di me – di volare alto, e di pretendere di più, molto di più dalla politica.

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