Viagiordanobruno17


dicembre 13, 2009, 5:51 pm
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Le incredibili indignazioni del ministro Carfagna

Manuela 13 dicembre 2009

Il ministro Carfagna, donna di rara sensibilità, è indignata per quel che ha scoperto ieri, leggendo Repubblica: che le persone di colore, ancorché cittadine italiane, sono spesso vittime di discriminazioni ed attacchi razzisti.
Stupisce che il ministro non si sia accorto della deriva razzista imboccata dal nostro paese, e che l’abbia dovuta scoprire su Repubblica.
Non ha saputo degli attacchi agli accampamenti rom, del pestaggio dei vigili di Parma ad un cittadino di colore, dei ripetuti accoltellamenti ai gay?
Non si dev’essere nemmeno accorta che i suoi colleghi di governo hanno di volta in volta proposto di riservare posti in metro ai veri milanesi, di fare un test di dialetto agli insegnanti, di decurtare la cassa integrazione per gli stranieri. Senza parlare delle iniziative più criminali, come chiedere a medici e dirigenti scolastici di denunciare i clandestini, contrabbandate come misure per la sicurezza.
Ma già… Pap Khouma, cittadino italiano dal 1994, è giornalista e scrittore, intellettuale poliglotta, i cui articoli possono essere ospitati da Repubblica. E’ quindi degno di una certa attenzione, per lo meno formale, da parte del ministro. Il quale ha subito pronta la soluzione “Il primo modo per cancellare questi episodi di razzismo, o più spesso di semplice ignoranza, è denunciarli, segnalandoli alle autorità competenti”. Come è costume di questo governo, la Carfagna pensa che proclamare che i reati saranno perseguiti, sia sufficiente ad eliminarli.
Immagino file di ragazzine rom che affollano il costituendo Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità (numero verde per le segnalazioni 800901010), per denunciare madri che le considerano potenziali rapitrici di pargoli… allegramente confuse con gruppi di senegalesi che non trovano molto gentile che Gentilini li voglia travestire da leprotti per poi sparargli… incalzate da operai rumeni che denunciano tutta la stampa nazionale per averli definiti stupratori.
Non si è accorto, il ministro per le Pari Opportunità, dell’ondata di becero razzismo che ha travolto ogni barriera del politically correct, mettendo a nudo correnti che strisciavano sotto la superficie di una società che credeva di “non essere razzista”, solo perché non c’erano stranieri con cui confrontarsi. E adesso queste correnti, approvate ed incoraggiate dalla maggioranza di governo, si sentono libere di scorrere, come una fetida piena, invadendo ogni angolo: dagli uffici dell’anagrafe al verduraio, dal comando dei vigili alle discoteche (per non parlar degli stadi, dove non è perseguibile nemmeno quello che altrove è reato).
Fra le altre cose, il ministro non si è nemmeno accorto che quel razzismo, che ormai non conosce confine, esercitandosi su chunque sia in qualche modo “diverso”: cingalesi e gay, nigeriani e portatori di handicap… è parente stretto di quell’insopportabile machismo che tracima da ogni dove. Machismo del quale la Carfagna che diventa ministro è un luminoso esempio.

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novembre 23, 2009, 5:14 pm
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Apparente innocua burocrazia

Manuela 23 novembre 2009

Sempre più spesso la cronaca di questi giorni mi fa ripensare a Il Pianista“, il film di Polanski.
Incalzano – notizie lette con indifferenza dagli speaker dei tiggì, che a chiamarli “giornalisti” si fa sempre più fatica – le sempre più frequenti ordinanze dei sindaci contro gli extracomunitari.
Veramente hanno incominciato con le prostitute, la cui vista, si sa, sulla pubblica via, infastidisce parecchio. Solerti ordinanze le spostano un po’ più in là, e cartelli minacciosi contro improvvidi clienti, arricchiscono la già fiorente giungla di cartelli delle nostre strade: chi si ferma è perduto (sottinteso… la vendono al chiuso).
Poi sono seguite le panchine, dove facevano crocchio badanti moldave, giovani senegalesi o marocchini nel giorno di riposo. Ché questo assembrarsi di colori, di lingue, di risate sfacciate (i neri ridono a gola spiegata, che poi non si capisce che cos’hanno da ridere, disgraziati come sono…). E dopo gli spacci di kebab e l’affollarsi di affamati sulle loro soglie, fastidiosissimi esempi di prevaricazione cultural-gastronomica. Che poi i giovani, che sono influenzabili, ci vogliono provare, ed in un amen si dimenticano le tradizioni di casa nostra, polenta e osei e la cassouela che non so nemmeno come si scrive…
Di tradizione in tradizione arriva Natale, e parte l’operazione “White Christmas”, con le irruzioni dei vigili nelle case degli extracomunitari per cercare il clandestino. Questione di ordine pubblico, o di ordine e basta, si sa che qualsiasi brava massaia ripulisce a fondo la casa per le feste.
L’ultima di oggi è l’invito alla denuncia del clandestino. Delazione si chiama, per la precisione. Sempre per tutelare l’ordine pubblico, intendiamoci; e per tutelare i clandestini, che così non passeranno il Natale in un paese freddo e inospitale.
La prossima ordinanza prevederà l’obbligo di cucire sul vestito un segno distintivo per ogni razza e religione: solo per facilitare i controlli, mica per razzismo…?

E’ così che è andata, 70-80 anni fa: di ordinanza in ordinanza, con atti di apparente innocua burocrazia, di quelli che ci inondano quotidianamente, tanto che nemmeno li leggiamo più con attenzione (ci sono ordinanze per qualsiasi occasione, dalla chiusura di una strada per un trasloco, al divieto di utilizzare uova fresche nelle mense scolastiche, alle misure contro la zanzara-tigre…).
Eccolo il regime, che si mostra con lineamenti ordinari e banali; eccolo lì, il fascismo, deposto l’orbace e il saluto romano, così caricaturali, indossare la cravatta del sindaco, e del segretario comunale.
Atti firmati dai sindaci, scritti materialmente da un impiegato, affissi all’albo comunale e in altri, appositi, spazi pubblici… e rispettati da solerti cittadini, a cui sta a cuore la legalità. Cittadini moderati, mica fascisti, solo contenti di non veder più le prostitute per strada (limitandosi a frequentarle in privato), e dei parchi deserti e silenziosi, delle narici libere dall’odore pungente del kebab. Cittadini probi, sfiorati forse dal dubbio che l’operazione “White Christmas” non rappresenti proprio lo spirito natalizio, ma dopotutto, se questa gente non è in regola bisognerà ben intervenire… Cittadini che forse non faranno la spia, almeno finché il vicino negro si comporterà bene e terrà la radio a basso volume.

Dopo aver visto Il Pianista, scrivevo: “…La società polacca assiste con diversi gradi di partecipazione e di sofferenza, ma senza, di fatto, opporsi, all’instaurarsi di una progressiva perscuzione verso gli ebrei; e quando appare in tutta la sua crudezza il destino che è riservato loro – lo sterminio – è troppo tardi… non è difficile porsi la domanda: oggi, qui ed ora, qual è questo punto, oltrepassato il quale la discesa sarà inarrestabile?”

Adesso invece la domanda è: non è che l’abbiamo già oltrepassato questo punto?