Viagiordanobruno17


febbraio 15, 2009, 4:08 pm
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Referendum!

testbiologico

Manuela 15 febbraio 2009

Come dice giustamente Enzo (e, per inciso, anche Rodotà) la legge sul testamento biologico in discussione in Parlamento, è una legge-truffa.
E, come dice il sen. Marino nell’intervista rilasciata a Micromega, sarà una legge, fra le altre cose, inapplicabile; una legge che, nonostante il suo nome, fa di tutto per impedire la stesura di un vero testamento biologico.
Ed è una legge che, al di là del merito, non attiene ad una fase particolare della vita, o a un tratto parziale o marginale dell’esistenza, ma ad un principio fondamentale: la libertà di ciascuno di noi.
Si tratta di decidere se la vita di ciascuno di noi è nella nostra disponibilità, o in mano ad altri: se ciascuno di noi può decidere della sua – e solo della sua – vita.
Se la risposta è sì, non è diffiicile farne discendere che in tutti i frangenti in cui sono in discussione scelte che riguardano la vita dei singoli – e capita sempre più spesso, per i progressi della medicina in tutti i campi – sono i singoli a dover decidere per sé.
Se la risposta è no, è altrettanto facile farne discendere che, consegnata la nostra libertà in mani altrui, saranno gli altri a decidere cosa farne, e a limitarla a loro piacimento.
E’ una prospettiva agghiacciante, che potebbe estendersi dalle questioni di coscienza ad altre libertà finora – ma fino a quando? – sancite dalla Costituzione.
Per questo la legge sul testamento biologico va stoppata subito. Se approvata va abrogata. Se non lo fa la Corte Costituzionale, per manifesta incostituzionalità (cosa che spero avvenga), va abrogata con un referendum.
Se i referendum non si fanno su argomenti che attengono alla vita e alla libertà, ai diritti fondamentali di ciascuno di noi, per cosa si dovrebbero fare, per la legge Gelmini?
I notabili del PD, quelli che dovrebbero essere “cattolici adulti”, per intenderci, continuano a berciare di “soluzioni condivise”, “evitare le lacerazioni”, “scontro fra radicalismi” (!), come se fra libertà e non-libertà ci potesse essere un “giusto mezzo”, una soluzione condivisa, come se rivendicare la libertà fosse uno sconveniente radicalismo. Pur avendo creduto per molti anni il contrario, ormai mi sono rassegnata a convincermi che i cattolici (italiani) non possono diventare adulti, preferendo sottomettere alla loro credenza la convivenza civile e il rispetto della legge fondamentale dello Stato. Questa del testamento biologico, però, è un’altra bella prova iniziatica, una bella occasione per uscirne finalmente adulti.
Per quanto mi riguarda, consapevole della mia irrilevanza, mi metto fin da ora a disposizone di un eventuale, futuro, “Comitato per il SI all’abrogazione della legge sul testamento biologico”.

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